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14 Ottobre 2009 16:39

L’ABITO RINASCIMENTALE

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Nella storia del costume il primo atto di ricerca del nuovo e di uso della moda come espressione di sè si è riscontrato nel Rinascimento. Nelle epoche precedenti, infatti, l'abito si proponeva come copertura del corpo omologata, ovvero non vi erano particolari differenze tra l'abito di una persona e quello di un'altra; basti pensare alle toghe romane, o ai pepli e chitoni greci, o alle dalmatiche medievali, solo per fare alcuni esempi di abiti che non erano personalizzati, ma uguali per tutti.

L'abito rinascimentale, invece, si distaccava dal passato in quanto era unico, creato su misura della persona che lo richiedeva, generalmente borghese o nobile in quanto erano abiti estremamente costosi. I tessuti utilizzati erano pregiatissimi, come velluti, taffetas, damaschi e broccati in seta, e si cercava al massimo di contenere gli scarti. Questi tessuti venivano lavorati a telaio, si tessevano solo i pezzi nelle dimensioni necessarie alla modelleria dell'abito ed infine quest'ultimo veniva confezionato cucendo tra loro i componenti.
L'abito risultava così visibilmente composto da una serie di moduli ripetuti e ruotati per formare le varie parti del vestito.

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