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Lo Storione e il Tempo
Web Fashion Academy • 31 maggio, 2018




Quando mi dicono: "ah ma in Italia i temi della sostenibilità sono poco sentiti o praticati", rispondo che il motivo è perchè in Italia, i temi della sostenibilità, sono sempre stati ingrediente principale dei nostri prodotti. Per parlare di moda per esempio, possiamo dire che i nostri grandi imprenditori tessili hanno sempre lavorato con scrupolosa attenzione all'ambiente e ai propri lavoratori. Il mondo ha invidiato i nostri prodotti tessili, così come ci invidia quelli agroalimentari, ancora i più sani del pianeta. La globalizzazione e poche politiche protezionistiche hanno poi in qualche modo guastato in parte anche i nostri prodotti, nonostante i nostri imprenditori abbiano cercato, e lo fanno ancora con i loro immensi sforzi anche economici, di mantenere standard elevatissimi di qualità in tutti i loro aspetti.

 

Certo che la sostenibilità è un tema più comunicato e avvisato all'estero, noi possiamo ancora vantarci di essere uno dei paesi più sostenibili al mondo e nonostante tutto. Quella sostenibilità che riflette buon senso passione e amore per quello che si fa e rispetto del valore del tempo. Oggi più che mai c'è anche un ritorno di attenzione da parte dell'industria a i temi di riabilitazione temporale dei cicli produttivi. Il nostro prodotto se ha inquinato è perchè non ha più rispettato i suoi necessari tempi di produzione, logiche accellerate per soddisfare misure di mercato globale, un mercato fallimentare, perchè improponibile  a favore solo del puro male.

L’ingrediente tempo “quanto ce ne vuole”, non solo rispetta il pianeta e le persone e gli animali tutti, ma crea un prodotto molto più bello e ricco. Cosa ce ne facciamo di prodotti fatti in fretta brutti e che distruggono il pianeta? Niente, ecco.

 

 

Ed è così che ci ha già ripensato anche la Conceria Newport, nostra preziosa azienda situata in S. Croce sull'Arno in provincia di Pisa nel cuore del cosiddetto " Comprensorio del cuoio".

“ Vogliamo tornare a preparare la pelle come una volta, siamo stufi di rispondere a logiche di un mercato malato che non tiene contodelle esigenze primarie (valore del proprio lavoro, ecosostenibilità etc.) al solo fine di servire più veloci di altri il prodotto ai nostri clienti. Così fatto il prodotto subisce trattamenti che non solo sviliscono il pianeta ma i prodotto stesso rendendolo senza anima ai fini di standardizzazione produttiva”.

Ecco allora che grazie alla loro ricerca in questo senso, riescono a fare un progetto bellissimo.

Recuperano le pelli di storione scarto di allevamento alimentare industriale (pelli che altrimenti sarebbero destinate unicamente all'inceneritore), riescono a lavorare quella bella pelle ma difficile proprio perché si presenta varia e sempre diversa e  le dedicano una concia vegetale  fatta solo con prodotti naturali, che richiedono il loro tempo: due mesi di trattamenti e lavorazioni manuali. Il risultato è una meraviglia che poi viene ulteriormente valorizzata attraverso finiture alle cere d’api o tinture ai colori naturali.

Questa pelle è già pronta a disposizione di designers e creativi per essere interpretata.

Waste Couture e i suoi Fashion Revealers prossimamente la trasformerà in preziosi oggetti che arricchiranno gli armadi delle persone che sanno che il vero lusso è il rispetto del valore del tempo; questa pelle non costerà poco ed è giusto che sia così.

Molti ora, dopo aver letto questo post si chiederanno: ma perchè Venette che è notoriamente vegana fa un post su un prodotto animale?
Risposta: perchè i principi e le buone pratiche della sostenibilità è importante che si diffondano il più possibile. Dare quindi un opportunità di scelta sostenibile  a chi ancora, come consumatore, alla pelle non sa rinunciare, promuove sensibilizzazione e direzione verso scelte sempre più etiche. La sostenibilità è buon senso, prima di tutto.
Felice di darvi 
Venette


ph. courtesy Stefano Coltelli

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