la gioventù altro non è che la "giustificazione" alla non conoscenza. Chi cerca in modi ossessivi di fermarne il suo naturale svanire denuncia un vissuto nella mancata consapevolezza del sé. La ricerca del proprio stile unico, dell'io profondo attraverso la conoscenza, è il percorso che, intrapreso sin da giovane, ti consente di evitare di subire questo grave danno.
con la globalizzazione abbiamo superato limiti politici, culturali, ecologici, economici, territoriali, morali e della conoscenza. Debellare l'illimitatezza e ritrovare il senso dei limiti è un imperativo per la sopravvivenza dell'umanitá ma anche una sfida. Una sfida per diventare uomini liberi.
l'esperienza della libertá si misura dalla tua capacitá alla rinuncia, tanto più è alta, tanto più sei un uomo libero.
la prima qualitá che ti consente di poter fare l'esperienza della libertá è il coraggio.
il nuovo bello è il bello in senso nuovo quello che è fatto per la tua casa che è il pianeta e l'universo. Ognuno di noi allarghi gli orizzonti su quale sia il proprio significato di "mio".
il percorso per una vita all'insegna della sostenibilità e quindi per una vita di qualità, è qualcosa che bisogna prefiggersi come risultato a lungo termine, ci vuole determinazione , costanza e una forte volontà per uscire dalle cattive abitudini alle quali la dottrina consumistica ci ha assuefatti. Il consiglio è cominciare dalle piccole cose, piccole azioni quotidiane che riguardano la nostra vita personale, la nostra casa e la vita di chi ci è più vicino, possono sembrare insignificanti, invece sono quei gesti che ci apriranno la visione su come sia entusiasmante e positivo vivere secondo considerazioni profonde. Ognuno di noi può quotidianamente porre attenzione e cura a tutto quello che lo circonda per contribuire a riportare la bellezza vicino al suo vero significato: il rispetto.
alla scelta e alla preparazione dei cibi va dedicata molta cura e molto tempo della nostra giornata, questo è essenziale al fine di una buona vita. Ambire al "wellness" in tutte le sue svariate forme è inutile se, per prima cosa, non siamo nella condizione di poter evitare di cibarci secondo il modello fast.
sono stufa di vivere nella sbaglitudine. Oggi ho letto “La maggioranza dell' umanità non ha altra scelta per sopravvivere che contribuire alla "banalità del male". Trova lavoro soltanto accettando di diventare ingranaggi della Megamacchina e di partecipare alla dismisura.”
una buona cosa sarebbe già imparare a riconoscere, ignorare e non sostenere il falso ideologico. Anche nella moda.
non c'è niente di più cheap che vedere una scarpa borchiata simil-punk su una tenuta da impiegata di banca.
il consumo è un male così subdolo che trasforma qualsiasi cosa in prodotto, qualsiasi espressione di concetto, sentimento, qualsiasi idea viene da esso fagocitata per essere annullata ed evitare la sua fine, evitare l'arresto della sua avanzata.
"Melius abundare quam deficere", per fortuna attribuita a "nessuno", possiamo oggi affermare che chi l'ha scritta non era né un saggio né un visionario.
la moda ha meno successo di un tempo perchè a dispetto dei sixties, per esempio, oggi il vestire rappresenta meno un'appartenenza, un pensiero. Nell'omologazione del prodotto tutto quello che puoi scegliere oggi è se essere luxury branded oppure no. Che noia.
la prossima volta che nasco, nasco animale così non devo avere a che fare con il mondo dei soldi...è veramente difficile riuscire a non scendere mai a compromessi solo per il Dio denaro, io ci provo sempre.
nell'era industriale l'entità sociale che univa la gente era il prodotto o l'azienda, nell'era social lo è il valore o lo scopo condiviso.
la moda è un risultato non è una fonte.
i più pericolosi? Quelli che ci dicono che la tecnologia ci salverà.