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27 July 2011 12:55

Lo stile è lo specchio dell'anima

L'abito che ti disegna è l'abito che ti cambia la vita...in meglio!

Questa riflessione scaturisce soprattutto dall'averne avuto abbastanza ad un certo punto di sentirmi dire da alcune donne, assumendo un atteggiamento triste e remissivo, "sì ma io un abito così non ho l'occasione di portarlo...."

Bene, voglio parlarvi di me, vestirmi (non coprirmi) bene tutti i giorni mi ha permesso di vivere una vita speciale, ha fatto in modo che le strade che si sono aperte a me per essere percorse fossero proprio quelle che riflettevano i miei desideri e le mie aspirazioni più profonde, questo vestirmi pensato, curato e soprattutto voluto, ha fatto di me nel tempo una persona di stile. Il vestire è dunque strumento di comunicazione e il modo in cui lo si interiorizza serve per farsi guardare nel rivelarsi per quel modo di essere, che c'è in ognuno di noi, che tanto più è profondo tanto più è unico e tanto più ci mette in maniera diretta davanti alle cose che vanno bene per la nostra vita.

Certo parlavo prima di percorso soprattutto voluto perchè arrivare a vestirsi bene non è facile, ci vuole tempo perchè ci vuole conoscenza. Analizziamo quindi più profondamente cosa significa vestirsi bene...io dico "lo stile è lo specchio dell'anima", quindi vestirsi bene vuol dire conoscere la propria anima, è scoprirla, tirarla fuori e saperla guardare per saperla accettare, la famosa consapevolezza che determina non solo la conoscenza di un nostro io fatto di materiale, per esempio il nostro corpo, ma anche di un nostro io fatto di immateriale con tutte le nostre emozioni e sensibilità che poi determinano nell'interazione con la realtà che ci circonda la nostra esperienza di vita.

Certo oggi è difficile crearsi un guardaroba nel tempo che sia un agglomerato di manufatti in simbiosi con te e la realtà circostante...in un mercato che ti urla in continuazione che oggi potresti essere come quella lì e domani come quell'altra, è difficile rimanere sintonizzati solo su se stessi ed è un impresa quasi titanica riuscire a non riempirsi il guardaroba di accozzaglie di roba di bassa qualità e dozzinale  usa e getta che non ti salveranno fra qualche anno dal tragico effetto "dietro liceo e davanti museo".

Concludo quindi con un paio di consigli, il primo è quello ricordarsi di comprare magari meno ma di ricercare la qualità sempre; un guardaroba bello si crea aggiungendo pezzo a pezzo,il secondo è quello di non dimenticarsi mai che tanto più nel percorso della vita la tua anima si arricchirà tanto più quel guardaroba dovrà crescere in ugual prezioso modo per poter riflettere al meglio il valore del tuo vissuto, straordinario perchè uguale a quello di nessun altro.

Grazie alla nostra cara amica Silvia Paola Mussini che mi ha dato l'opportunità di scrivere questo testo.
Venette Waste interviene nel capitolo "Bellezza, benessere e autostima" su "Amore da conquistare e con cui stare" http://www.coppiafelice.com/

 

2 comments

  • Comment Link silvia paola 29 July 2011 09:43 silvia paola

    Grazie a te e al delizioso contributo che hai portato al mio lavoro. Spesso si sottovalutano percorsi che possono sembrare superficiali, rinunciando o annacquando la propria espressione e la propria creatività. Giocare, piacersi e vedersi, e facendosi vedere al meglio, diventa un irrinunciabile piacere che sfocia in autostima, gioia e sicurezza di sé. Anche questo è amore, il primo, il più semplice e diretto che possiamo mettere in atto nei confronti nostri e in quelli del mondo.

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  • Comment Link serenainthesky 28 July 2011 10:42 serenainthesky

    Sono d'accordo con te, anche se a questo ragionamento sono arrivata solo col tempo, proprio con quella consapevolezza di cui parli. Ci vuole tempo per comunicare se stessi: prima bisogna conoscere se stessi, i vari se stessi magari, ed imparare a coniugarli, per poi esprimerli. Anche attraverso il guardaroba. Il mio è sicuramente un po' un'accozzaglia, ma col tempo restano i pezzi forti e tra viaggi, perdite e cernite, i pezzi qualsiasi lasciano spazio a nuovi elementi, e quelli che mi accompagneranno a lungo si distinguono subito. Ma non demonizzerei i pezzi di poco valore, qulli magari leggeri, colorati, effimeri come l'estate. Anche loro ci aiutano a camminare verso chi siamo, magari favorendo una transizione grazie al basso costo, verso qualcosa che altrimenti non si sarebbe mai provato, preparandoci allo scalino superiore, insegnandoci qualcosa di noi (non avrei mai pensato che il rosa cipria potesse starmi bene o che un pantalone a cavallo basso mi facesse sentire sexy e non col pannolone). Piacere, tornerò X

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