Dal un'intervista di takeITcool, il blog di itelyte:
|
Venette, il tuo logo mostra una corona, perché tu ti presenti come la Regina dello Spreco. Cosa intendi con questa espressione?
|
![]() |
Dalla regina dello spreco al tuo motto “No sconti, sì risparmio”. Ce la spieghi?
Sono da sempre contraria agli sconti, rappresentano devalorizzazione e sono la dimostrazione che il prodotto moda oggi è fatto su presupposti che creano danno all’economia e alla moda stessa. Il risparmio è invece il risultato di un’operazione di rivalorizzazione degli sprechi che viene fatta su tutta la filiera del prodotto e che consente al consumatore finale di avere due vantaggi:
il primo è, nell’immediato, il prezzo equo; il secondo è il risultato che deriva dal dare sostegno ad un'azienda che opera nell’interesse dell’economia sostenibile, che è quella di cui tutti oggi abbiamo urgente ed estremo bisogno.
![]() |
Dall’addizione mamma napoletana + papà londinese + base a Milano cosa ne è venuto fuori? Un incredibile fashion mix tra creatività, eleganza e conoscenza del prodotto. Quando e come nasce il progetto Venette Waste? Venette Waste nasce due anni fa lungo un percorso di ricerca fatto su testi di economia e di filosofia e una buona sintesi dell’esperienza di una vita vissuta nella moda, nasce dalla necessità di dover dare delle risposte concrete e idonee ad un mercato che le richiede in maniera evidente in tutti i settori. Io l’ho fatto per quello che sono capace. |
Quali sono le vostre linee guida?
Lavoriamo per far riconoscere il vero significato della bellezza, che è il rispetto del pianeta, della personalità dell’individuo, del valore del tempo, per coltivare nell’individuo la consapevolezza di una coscienza universale. Questo perchè crediamo per il futuro prossimo nell’economia del noi, quella partecipativa e di confronto, quella del sociale, l’unica possibile:
| ecco perchè io sono un fumetto…aver fatto di un fumetto “il Capo” fa in modo che si formi al di sotto un piano orizzontale, una rete di persone in collaborazione che possono contribuire ognuno in un suo modo e per una sua misura a un importante progetto di comunicazione. Penso che oggi sia importante comunicare bene anche attraverso la moda. Oggi grazie ai social network possiamo ricreare una nuova forma di società organica a dispetto delle gerarchie che hanno visto il dominio dell’uomo sull’uomo e quindi il dominio dell’uomo sulla natura. |
![]() |
Non esistono negozi fisici, quindi se io voglio comprare un capo Venette Waste cosa devo fare? Chi sono le Waste Angels?
I capi della collezione Waste Couture si possono acquistare on-line.
Essendo nati in rete, avevamo la necessità di risolvere la questione della tangibilità del prodotto così abbiamo portato la rete fuori dalla rete, creando la figura professionale della Waste Angel.
Le Waste Angels sono persone esperte di stile che interagiscono e affiancano le loro amiche, i loro contatti, suggerendo loro i modi corretti per costruire un guardaroba di stile anche oltre i miei abiti, sono l’esempio di come sia importante adeguarsi ad un nuovo e necessario lifestyle all’insegna della sostenibilità e del glamour.
Possono essere contattate e scelte da tutti, direttamente consultando la Google Map Waste Angels che riporta anche il link al loro profilo su Facebook.
| In cosa consiste la vostra politica dei prezzi? I prezzi che noi presentiamo per ogni articolo sull’e-commerce e sul cartellino dell’abito sono due: il primo, quello barrato, è il prezzo al lordo degli sprechi,il prezzo di quello stesso articolo fatto secondo l’attuale economia, quella in crisi; il secondo, quello evidenziato, è il prezzo al netto degli sprechi, quello che io riesco a farti avere creando risparmio e indotto positivo, rivalorizzazione. Il consumatore non deve ricercare il prezzo basso ma il prezzo equo, il prezzo basso non esiste, è una menzogna, il consumatore che sceglie il prezzo basso è il consumatore che non si rende conto che quello che non paga al momento dell’acquisto lo pagherà sotto altre forme indirette(rincari energetici, precariato, crisi della localizzazione, scomparsa dei distretti che in Italia sono da sempre la nostra forza) e questo mi sembra sia già ormai molto evidente per tutti. |
![]() |
La moda per te non è questione di taglie ma di silhouette, giusto?
La standardizzazione del prodotto a favore di più quantità in meno tempo ha favorito nella moda il principio del look a scapito di quello del fit (la vestibilità dell’abito) e nella testa del consumatore è tutto ridotto esclusivamente ad un numero, la taglia, piuttosto che all’importanza della silhouette, quindi la vestibilità, cosa di cui invece teneva gran conto la sartoria.
Il nostro prodotto, pur tenendo conto di una certa operatività di carattere più industriale, è formulato a livello tecnico in una maniera che rispetta con attenzione le normali differenze che ci sono tra donne e donne, senza sconfinare su inutili estremi (vedi ad esempio filosofia curvy). Nella nostra offerta le taglie più estreme come la 38 o la 48 non le trovi su tutti i modelli, non tutti i modelli si prestano a tutte le taglie e le Waste Angels ti spiegano bene il perchè anche di questo.
![]() |
Che cos’è la Web Fashion Academy? La Web Fashion Academy è la prima scuola di moda sul web aperta a tutti, adesso è parte del nostro blog ma presto avrà un suo sito indipendente, con iniziative atte a portare una più profonda conoscenza della moda e della sua sostenibilità, il sostegno alla cultura, la storia, per chiunque in un qualsiasi modo o momento della sua vita se ne voglia appropriare. Stiamo organizzando corsi che rilasceranno attestati professionali per nuovi operatori moda, sostenibilità e web comunication. Cosa ti piace e cosa non ti piace della moda “tradizionale”? Mi piace tutto quello che fanno grandi e riconosciuti fashion designer, amo e conosco personalmente Martin Margiela e Vivienne Westwood che stimo molto, mi piace Jil Sander, quello che non condivido è il contorno industriale che con le sue logiche finanziarie ha stravolto ogni senso. Esclusivamente per interessi meramente di profitto e complice un certo tipo di comunicazione ha permesso alla menzogna di non esser più identificata come tale, ma di diventare per tutti un’altra possibile verità. |

Parlaci delle tempistiche di produzione. Anche il concetto di stagione è rivoluzionato.
La rete dovrebbe essere usata da tutti ad un unico scopo: perchè ci dà una grande opportunità a favore della sostenibilità, quella di riaffermare il rispetto del valore del tempo riabilitando usi e cicli produttivi di qualsiasi materia.
Vendendo direttamente al consumatore finale e in tutto il mondo abbiamo potuto eliminare l’investimento sulla collezione, facendo direttamente produzione a rotazione, tanto vendiamo, tanto produciamo.
|
E’ molto più entusiasmante perchè il prodotto vive e interagisce con chi lo vivrà nel momento stesso in cui trova la sua ragione d’essere. Inoltre, potendo uscire dalla connotazione stagionale elimini il problema dell’obsolescenza dei prodotti, dando così loro il tempo necessario per entrare nella conoscenza dell’immaginario collettivo, condizione indispensabile perchè si ricrei e si riaffermi il concetto di stile, fattore vitale per la buona creanza della moda. Vi pare mai possibile che negli ultimi 30 anni sia stata fatta tantissima bella moda |
ma la gente parla più che mai solo del tubino e di Audrey Hepburn? È sintomatico! E le nevrosi di piacere riguardo addirittura la puzza del prodotto Vintage, in un
mondo dove il vecchio non esiste più perchè si butta via il nuovo, non sono forse dettate da una necessità nel rispetto di una profonda morale piuttosto che, come viene fatta apparire in maniera superficiale, solo un’altra moda del momento?
Cosa pensi della moda low cost?
Non è democratica.
Per finire, Venette Waste è?
Il nuovo supereroe, quello europeo che al contrario di quelli americani ti riporta con i piedi per terra, a contatto con la realtà.














